Come si usa l'app, dal cantiere al verbale, in dieci minuti di lettura.
L'app serve a fare un sopralluogo con il telefono in una mano e a ritrovarsi il verbale in ufficio, senza trascrivere niente a mano. In cantiere si fotografa e si parla dall'app del telefono; il resto lo fa l'app. Questa pagina segue l'ordine in cui le cose succedono: se la leggi dall'inizio alla fine hai fatto un lavoro intero una volta.
Il cantiere è il contenitore di tutto il resto: posizioni, planimetrie, sopralluoghi e verbali stanno dentro un cantiere. È la prima cosa da fare, e si fa una volta sola.
Le posizioni sono i posti del cantiere — Palazzina B, Piano 1, Corridoio, o una zona della pianta. Servono a dire dove è stata scattata una foto, e a farlo con un tocco mentre si cammina invece che scrivendolo.
Caricando la pianta del cantiere, le posizioni smettono di essere un elenco di nomi e diventano segni su un disegno. Chi legge il verbale vede dove guardava chi ha fotografato. Una planimetria si guarda e si governa dalla pagina del cantiere: non c'è una pagina a parte e non serve.
Il sopralluogo vero si fa con l'app del telefono: fotografia, voce e note anche senza campo, e tutto parte per l'ufficio al ritorno. È la stessa app vista dal telefono, non un'altra app: quello che carica arriva nella revisione del sito, e da lì non si torna indietro.
È la parte che si fa in piedi, con una mano. Il telefono tiene il flusso del giro come una chat: ogni foto, ogni nota vocale, ogni messaggio scritto e ogni cambio di posto resta in ordine, e quella riga di storia è ciò che l'ufficio rilegge dopo.
Foto e audio vengono scritti prima sul telefono e caricati dopo. È il motivo per cui un sopralluogo in un piano interrato non perde niente, e non c'è nessun momento in cui l'app aspetta la rete mentre tu sei davanti a una crepa.
Quando le foto sono arrivate, l'app trascrive l'audio, guarda le fotografie e scrive una bozza per ogni punto del giro. La pagina si aggiorna da sola mentre il lavoro avanza: non serve ricaricarla, e non serve premere niente perché le bozze escano. Il tuo lavoro qui è leggere e correggere: niente di quello che scrive un modello entra in un documento senza che una persona l'abbia visto.
Il verbale è il documento da protocollare: intestazione, chi era presente, quali imprese, cosa si è discusso, una scheda per ogni punto confermato e la planimetria coi suoi segni.
Verbali è l'elenco di tutti quelli generati, cantiere per cantiere. Serve quando cerchi un documento e non ti ricordi da quale sopralluogo è uscito.
L'elenco dei nomi che l'app usa per non sbagliarli: le persone e le imprese con cui lo studio lavora, scritte una volta sola. In cantiere un nome si detta, e dettato due volte esce in due modi — «Ing. Roberto Carani», «R. Carani», «Carani» — che per un archivio sono tre persone diverse. Il dizionario è dove quel nome sta scritto una volta e bene: da lì l'app lo riconosce, i verbali lo stampano nello stesso modo, e diventa possibile rispondere alla domanda che un sopralluogo da solo non sa rispondere — questa impresa era già stata su un nostro cantiere? È dello studio e non del singolo cantiere, perché è a quel livello che «mai comparsa prima» vuol dire qualcosa.
Ogni campo che si compila a mano si può dettare: il microfono sta dentro il campo, sulla destra. È fatto per chi ha i guanti, una mano sola e il telefono in cantiere.
Due regole valgono in tutta l'app, sito e telefono compresi, e sapere che ci sono fa risparmiare tempo.
Dove finiscono i cantieri, i sopralluoghi e i verbali che i pulsanti «Nel cestino» mettono da parte. Spostare nel cestino non elimina niente: foto, audio e planimetrie restano al loro posto, e la riga può tornare.
Chi lavora in cantiere di solito non ha una email dell'ufficio. Un codice è il modo di farlo entrare senza crearne una: l'ufficio lo genera qui, lo consegna alla squadra, e nel telefono dell'app basta scriverlo per entrare.